La Costituzione non è marchio registrabile. Purtroppo per te, Conte!
Giuseppe Conte propone di cambiare il nome del Campolargo in Alleanza per la Costituzione e per la democrazia. Un nome che tradisce un’antica pretesa: trasformare la Costituzione da patrimonio di tutti a marchio registrato di una parte politica. Indovinate quale? La loro, naturalmente. È un vecchio vizio della sinistra italiana: parlare come se la democrazia avesse un proprietario, il campolargo, e come se chi vota altrove è un ospite tollerato della Repubblica. La Costituzione diventa uno slogan elettorale, un vessillo di partito, una patente di legittimità da negare agli avversari. Ma la Costituzione non appartiene a Conte, a Schlein, a Bonelli, a Fratoianni. E l’idea che una coalizione possa battezzarsi “per la Costituzione” sottintende che gli altri siano contro. È una scorciatoia propagandistica, è un atto di grandiosa presunzione. A sottintendere che dove finisce la sinistra, comincia il regime del terrore. Quando un partito sente il bisogno di appropriarsi della Costituzione purtroppo è perché ha poche idee nuove da offrire. E allora ecco la baggianata definitiva: trasformare la Carta dei cittadini nello stemma di una coalizione di partiti. Ma la Costituzione, per nostra fortuna, è di tutti. E continuerà ad esserlo anche se negheremo il copyright alla balzana proposta di Giuseppe Conte.