Il rito del dietrofront
Sulle nuove Indicazioni Nazionali si è già ripetuto il rito consueto: lettura veloce della bozza della Commissione, giudizio immediato e sentenza pronta, come se il testo fosse già scolpito nella pietra. Peccato che non lo sia. La Commissione propone, il Ministro decide. Una scoperta che, a quanto pare, continua a sorprendere. Così, quando il testo finale non coincide con la bozza, non si parla di scelta politica o di normale iter istituzionale: scatta la formula magica del "dietrofront". Come se il Ministro fosse un notaio della Commissione, chiamato a ratificare ogni riga senza disturbare il risultato. Il punto, in fondo, è semplice: tra una bozza e un atto definitivo c'è di mezzo la politica. Che, per sua natura, non è un servizio di copia e incolla.